Essaouira e la valle d’ Argan

Sono fermo,immobile e attonito con la bocca spalancata, mi tolgo gli occhiali da sole perchè non sto credendo a quello che mi si è materializzato davanti agli occhi, sono le tre del pomeriggio nella valle di Argan e la luce solare è molto forte, ma sono ancora lì, delle caprette che stazionano sopra degli alberi, in perfetto equilibrio, come se fosse una cosa del tutto normale per loro, ma ovviamente non lo è per me. Cerco di fare chiarezza, chiedo ad un beduino nelle vicinanze che svogliatamente mi spiega in inglese il fatto ( chissà a quanti turisti sbalorditi avrà dovuto spiegarlo), quelle caprette riescono a raggiungere molto bene le cime di questi alberi perchè sono molto golose di Argan, un frutto tipico della zona da cui si produce il famoso olio e altri prodotti cosmetici.

La zona tra Essaouira e la valle di Argan è la zona del Marocco che più mi è piaciuta, ed è molto facile da raggiungere da Marrakech, volendo si può vedere tutta la zona in giornata, ma consiglio di fermarsi almeno una notte ad Essaouira, per assaporare la sua atmosfera rilassata e gioviale. L’ aeroporto della città è piccolo ma offre collegamenti diretti con metropoli come Parigi e Londra, mentre nelle vicinanze ci sono gli aeroporti di Agadir( 114 km), e il più famoso aeroporto internazionale di Marrakech a 160 km, il collegamento da questa città è molto comodo, dato che sono presenti molti bus turistici che impiegano circa tre ore per il tragitto, facendovi fermare nei punti più belli della valle di Argan, tra cui la zona dove le capre si arrampicano sugli alberi, e le cooperative dove si produce il famoso olio di Argan a chilometro zero, molto interessante la dimostrazione su come viene prodotto.

Appena arrivati ad Essaouira si viene travolti da una completa esperienza sensoriale, il bagliore del sole che si riflette sulle case bianche e sull’oceano è accecante, l’ odore del pesce appena pescato è fortissimo, il rumore delle onde e dei gabbiani continuo. Qui gli amanti del pesce troveranno un vero e proprio paradiso, da provare assolutamente il pescato che l’ oceano ha da offrire, esposto nelle bancarelle vicino al porto che vi permetteranno di scegliere direttamente il pesce che vorrete consumare

Addentrandosi nella Medina si inizia a percepire l’ anima di questa città, l’atmosfera è molto rilassata e tranquilla, anche se è piena di gente del posto e di turisti, dimenticatevi però il caos di motorini di Marrakech, perchè qui non ne vedrete nemmeno uno. Camminare attraverso i vicoli lunghi e stretti e le case imbiancate con magnifici portoni blue è davvero un piacere, e non a caso tutta la Medina di Essaouira è patrimonio dell’ Unesco. Dalla Medina è possibile salire le scalinate dai vicoli del centro ed arrivare sui Bastioni, delle belle mura che circondano la città, per una vista splendida sull’ Oceano. Un altro punto imperdibile è la piazza principale della città, Moulay Hassan square, nelle vicinanze della spiaggia e del porto peschereccio.

Piazza Moulay Hassan
Medina

Ma è la spiaggia la parte che più mi ha affascinato. Una distesa infinita di sabbia, con onde basse lente e continue, qui si fanno splendide passeggiate, ammirando i numerosi kite che tentano acrobazie accompagnati dal vento che costante batte la costa. Dimenticatevi la vita da spiaggia delle coste mediterranee, ho visto fare il bagno solo da coraggiosi turisti del Nord Europa, e se pensate di passare le giornate sdraiati sulla sabbia a prendere il sole, mettete in conto che in meno di un’ ora vi ritroverete pieni di finissimi granelli di sabbia trasportati dal vento.

Sawira, così la chiamano i marocchini, può sembrare a primo impatto un mix apparentemente fuori logica, questo perchè nel corso dei secoli è stata nelle mani di etnie e culture diverse tra loro, tra cui berberi romani e francesi. Il clima è ottimo tutto l’anno, grazie ai suoi 300 giorni all’ anno di sole con temperature miti e costanti, e questo contribuisce a renderla una perfetta destinazione anche per un week end esotico fuori porta a poche ore di volo da casa. Questa perla dell’ Atlantico negli anni ’60 ha rappresentato la meta ideale di molti hippies e da allora si è aperta definitivamente al turismo.

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