Buenos Aires, la ciudad que nunca dorme

Buenos aires è stato un viaggio nel viaggio. Qualcuno dice che ricordi Parigi per l’architettura, altri New york per la mondanità ed il melting pot, ma io non mi sono mai sentito così a casa come nella capitale argentina. L’italianità è nel tessuto sociale di questa metropoli, nello sguardo e nel modo di interagire dei portenos, gli abitanti della città, la si vede anche nei numerosi bar, dove ho imparato a ordinare il cafè dicendo “sin leche”, dato che qui è servito sempre con latte. Parlando coi portenos ho scoperto che almeno uno su due aveva chiare origini italiane, di cui vanno molto fieri, il carattere è molto simile, anche se qui è esaltato dall’ altra grande influenza culturale, quella spagnola.

La Boca

Tango,calcio e street art, tutto questo è racchiuso nel quartiere più iconico di Buenos aires, la Boca. Fondato da immigrati europei, soprattutto genovesi ( bellissimo il coro del Boca juniors “vamos xeneises”, forza genovesi), deve il suo nome alla foce, la bocca per l’appunto, del fiume Matanza. L’attrazione più famosa è “el caminito”, che una volta era una sezione di un ramo ferroviario , e dopo decenni di chiusura e degrado, fu rinnovato dagli abitanti ridipingendo le loro case con colori vivaci e installando numerose opere d’arte.

Gli appassionati di calcio capiranno davvero la passione degli abitanti della città, che vive, respira e si nutre di questo sport. Bellissimo il colpo d’occhio dello stadio del Boca junior, la Bombonera, situato nel centro del quartiere, circondato da case e murales coi colori della squadra. Se potete, godetevi una partita allo stadio.

Ovviamente anche qui ci sono musei, come la Usina del Arte e la fundacion Proa. Per la street art non limitatevi a tenere gli occhi aperti solo nella celebre Calle del Caminito, perchè la Boca ha street art ovunque, in ogni angolo e in ogni vicolo.

Puerto Madero

Il quartiere più chic della città, un paradiso per gli amanti della vita notturna. Ubicato vicino al Rio de la Plata, è perfetto per passeggiare o cenare in uno dei suoi tanti ristoranti, che sono sempre gremiti a qualsiasi ora del giorno, il tutto dominato da grattacieli in pieno stile newyorkese. Il momento ideale per visitarlo è al tramonto, dove lungo il fiume i locali propongono aperitivi e buona musica.

San Telmo

Uno dei quartieri più antichi e tradizionali di Buenos aires, camminando per le sue vie si può scoprire la sua anima più antica e bohemien. Era la zona residenziale dei ricchi della città, fino al 1871, quando un’epidemia di febbre gialla costrinse i sopravvissuti a trasferirsi nella parte nord della città, lasciando San Telmo agli immigrati europei, che occuparono gli edifici creando i “conventillos”, stanze in pessime condizioni dove vivevano intere famiglie, creando un enorme degrado nella zona. Da non perdere assolutamente Plaza Dorrego.

Plaza de Mayo

é la piazza principale della capitale argentina, situata nell’ area nota come microcentro, la piazza è da sempre il centro della vita politica del paese. Deve il suo nome alla rivoluzione di maggio del 1810, che diede inizio al processo che portò all’indipendenza dalla Spagna. Recentemente, nel 2001, è stato il luogo di violenti scontri durante la rivolta popolare dovuta alla grave crisi economica.

Consigli utili

  • In Argentina, data la continua svalutazione del Peso locale, è presente un fiorente mercato nero del cambio moneta. Basterà passeggiare nel centro cittadino e verrete fermati dai cosidetti “alberellos”, ragazzi che vi proporranno il cambio con il vostro Euro a prezzi molto più vantaggiosi che in qualsiasi negozio di exchange.
  • La città si gira molto bene a piedi, dato che tutte le principali attrazioni sono abbastanza vicine tra loro. Per i più pigri esiste una enorme varietà di taxi, oltre a Uber, che io consiglio, dato che qui tendono ad aumentare il prezzo quando sentono odore di turista, altrimenti è presente un capillare servizio di mezzi pubblici, sia di superficie che di metropolitana.
  • Che arriviate dall’Europa o da altri paesi del sud america noterete che la città è ottimamente collegata da due moderni aeroporti e da un’ottima rete di autobus. I bus sono un mezzo fantastico per girare il sud America, sono comodi, economici, e coprono lunghe distanze in prezzi ragionevoli. La stessa cosa non si può dire per gli aerei, che hanno ancora tariffe mostruose per i paesi esteri, noi europei, abituati a Ryanair e easyjet, rimaniamo sempre a bocca aperta.
  • Quattro giorni sono più che sufficienti per visitare la città, ma se vi avanza un giorno ci sono posti bellissimi nelle vicinanze da non perdere. Uno su tutti sono sono le cascate dell’Iguazù, si possono raggiungere con un paio d’ore di volo, che saranno poi compensate da una delle più belle meraviglie naturali al mondo. Se non si vuole prendere l’aereo si può visitare il delta del Tigre, anche se personalmente non mi ha entusiasmato, dato il colore dell’ acqua torbida, e le poche e malridotte case in legno presenti sulle sponde. Per chi come me adora collezionare paesi, consiglio una gita in giornata a Colonia del Sacramento, in Uruguay, con il suo “Barrio historico” classificato come patrimonio dell’ UNESCO.
  • Il clima a Buenos aires è abbastanza mite per tutto l’ anno, a parte in estate dove l’afa cittadina si fa sentire e si possono raggiungere temperature di 35 gradi. Penso di aver visitato la città nel periodo migliore dell’anno, a Novembre. Questa mia impressione è stata confermata dagli abitanti, il mese di Novembre ha un clima perfetto, primaverile e gradevole, ed è il mese “lilla”, in questo periodo fiorisce la Jacaranda, un bvellissimo albero subtropicale tipico di queste zone

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